La vita è solo una corsa al profitto. Di quei altri chiaramente. Non trovo nulla di nobile nel recarsi al posto di lavoro tutte le mattine alle 8 (i più fortunati potranno avere qualche agevolazione), timbrare il cartellino di presenze, mi raccomando, che non sia mai che lo dimentichiate), stare pigiati li dentro per almeno otto ore accademiche, al giorno, i più fortunati si spareranno dieci, o dodici, e non è il dolce oblio di mescalina, ma somiglia piuttosto al ultimo girone dantesco, con gente che non avete scelto (avreste preferito quel trip o quella meravigliosa tettona che ve la propinano tutte le sere alla TV, avreste almeno dove posare i vostri occhi di tanto in tanto, perché per l’appunto vi hanno tolto pure quei meravigliosi calendari svestiti perché sciupano immagine rappresentativo, non siamo mica al bordello qua, vi guardano con quel rimprovero come se foste povero bambino scemo appena beccato con le manine nella torta appena sfornata, da fare presente che personalmente la cosa mi imbestialisce, e parlo della torta e non dei calendari, sono persona democratica io) ma li avete trovati e al solito le conseguenze sono disastrose, a vostro scapito chiaramente (chissà come mai tutto ciò che troviamo o quasi ci sta così sul cazzo, mentre le nostre scelte sono sempre corrette, ah beato egocentrismo), produrre per qualcun altro, e voi sarete degnamente compensati con le banane quando va bene. In caso contrario vi daranno le briciole che cadano dai loro tavoli signorili adibiti a gran galà, servizio in porcellana superfina avreste paura solo a guardarlo da quanto fragile sembra (12 posti, tutti scelti con la cura), e argenteria lucidata proprio per l’occasione, la padrona di casa a comandare il teatrino di ah ma sapete che…, ihihi, divorziato, o non lo sapevo, ma poveretto, e lei… ma si la conoscevate di già, sommessi tra un boccone e altro. I squisiti ospiti di alta società.Immagino di scattare un’aerea alle 8 del mattino. E’ facile individuare le zone industriali (se avete mai visitato un campo di concentramento non vedrete nessuna differenza tra i due se non che manca il filo spinato, ma non temete, quel filo spinato ha solo cambiato l’aspetto, una subdola mutazione genetica). I tetti piatti, edifici enormi, casermoni, che si estendano per moltissimi km2 di superficie, al solito poco umani, poche o punte piante, grigio topo, le prigioni legalizzate, l’odore del cemento e asfalto che si scioglie che superi l’odore nauseabondo di persone, questi fiumi di schiavi umani che si muovano verso i cancelli per essere inghiottiti poco dopo dai processi industriali. Si sente click, clack di tessera che passa e inizia la giornata che non hai chiesto.
Immagino adesso di ri accelerare l’immagine d’ingresso, diventa tutto più grottesco, quante risate mi sto facendo, come quei film muti, rigorosamente in bianco e nero dove tutto può succedere. Mi aspetto solo la torta in faccia alla quale devo continuare a ridere.
Code interminabili di automobili che si muovano a passo di lumaca, lo stesso carico umano solo più incazzato, sorpassi allucinanti per non arrivare tardi e nessuno, ma proprio nessuno che si ponga la domanda se stia per mancare l’appuntamento più importante, l’appuntamento con la propria vita, i propri sogni e i propri desideri. Anche questi finiranno in uno dei milioni di campi disseminati ovunque (nessun problema se nel frattempo abbatteremo completamente la foresta amazzonica, serve spazio). E poi cala silenzio.
Come cazzo siamo finiti in questo gioco perverso? Cosa è che ci hanno promesso? L’Eden? I giardini idilliaci per vivere le cose che vogliamo realmente? Ma quale cazzo di vita? Quali cose? In quale cazzo di tempo posso fare la mia fottuta vita? Mi avete rubato non soltanto la vita ma mi avete lasciata persino senza tempo. Rientrando a casa siamo troppo sdrenati mentalmente per vivere la vita, sabato riserviamo alla spesa e pulizia di casa, ci si pigia nuovamente in quei centri commerciali colorati che promettono, promettono, le domeniche amici e parenti. E le nostre vite dove cavolo sono andate a finire? Finite nella spazzatura, tra ingranaggi industriali, la morsa perfetta. Sono riusciti a venderci il sogno di essere finalmente liberi mentre ci mettevano le catene da schiavi galeotti.
Il resto del tempo, quello che rimane dopo aver cagato, mangiato e dormito, impiegheremo a grattare il fondo del portafoglio cercando di vivere. Mi rivedo la scena di rovesciare quell’oggetto e vedere cadere i soldi di plastica (premio di conforto), le varie carte di credito che ci propinano per dare illusione di avere un qualcosa in mano, mentre la realtà è diversa, stiamo soltanto producendo un altro debito che ci renda schiavi anche moralmente. Cadono le ricevute, bigliettini ma soldi, soldi mai.
20000 anni di evoluzione ci ha ammazzato la coscienza.
Nulla è cambiato da quando abbiamo eretto le piramidi. A maggior ragione non abbiamo imparato nulla. Sono cambiati solo gli dei, ma noi, noi no. Schiavi allora come adesso. I burattini del teatro delle ombre.
Abbiamo persino condotto le rivoluzioni più sanguinarie per finire in prigione.
Signori, bisogna dirla tutta. Ci hanno fottuti.
GAME OVER!!!
p.s. pensate ancora che il lavoro nobilita l’animo?
p.p.s un capitolo a parte è da riservare ai vostri “compagni” di sventura. Alcuni somigliano all’anello mancante dell’evoluzione darwiniana degna di un museo e che potrebbe finalmente avvalere una teoria che viene continuamente contestata, senza uno stralcio di prova, dai vari creazionisti improvvisati (affermare che il mondo è stato creato in 6 giorni equivale ad una bestemmia, proporrei da fare un film a tema, mi piacciono i film fantasy). Altri starebbero bene allo zoo, ultimi esemplari di una razza in estinzione, e se siete particolarmente baciati dalla sfiga avrete la fortuna di imbattervi persone in grado di catapultarvi direttamente nelle piazze del medioevo dove chiaramente essi venivano adoperati in mancanza degli orsi bruni, e portati a guinzaglio creando rise tra i bambini e vecchi sdentati.
Un ambiente del genere è veramente stimolante per la vostra colite, potete sempre provare a intentare una causa per l’attacco alla vostra salute e dunque la mancanza di profitto di qualcun altro. Potreste (forse) persino vincere. Ne dubito, ma tentar non nuoce.
p.p.p.s lei non è in pieno possesso delle facoltà mentali. Si dichiara incapace di intendere e volere
p.p.p.p.s lei nuoce gravemente alla salute
















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