domenica 8 novembre 2009

Imago (Homines Partus)


Spring came with awakening, came with innocense and joy
Spring came with fascination and desire to deploy
Summer came with restlessness and curiousity
Summer came with longing for the things we could not be

Take me to the forest, take me to the trees
Take me anywhere as long as you take me
Take me to the ocean, take me to the sea
Take me to the Breathe and BE

Autumn came with knowledge, came with ego came with pride
Autumn came with shamefulness for the things we could not hide
Winter came with anger and a bitter taste of fate
Winter came with fear for the things we could not escape

Take me to the forest, take me to the trees
Take me anywhere as long as you take me
Take me to the ocean, take me to the sea
Take me to the Breathe and BE

Teach me of the forest, teach me of the trees
Teach me anything as long as you teach me
Teach me of the ocean, teach me of the sea
Teach me of the Breathe and BE

See me! I am the one creation
Hear me! I am all the love that came from Animae
Know me! I am the incarnation
Fear me! I am all the power held by Animae
Me!

Give me of the forest, give me of the trees
Give me anything as long as it’s for me
Give me of the ocean, give me of the sea
Give me of the Breathe and BE

Give me all the forests, give me all the trees
Give me everything as long as it’s for free
Give me all the oceans, give me all the seas
Give me all the breathing BE

sabato 15 agosto 2009

"A Clockwarp Machinery" by Omega Flare


Official: Omega Flare italian metal band announces that "A Clockwarp Machinery" EP will be released on 1st of September! Request your copy NOW on http://www.facebook.com/pages/Omega-Flare/48844778371

Gli Omega Flare annunciano l'uscita del loro primo EP "A Clockwarp Machinery" per il 1° settembre. Richiedete la vostra copia del CD ora tramite la loro pagina http://www.facebook.com/pages/Omega-Flare/48844778371

venerdì 31 luglio 2009

No More Words

Voglio chiudere le nuvole sopra questa stola di tessuto. Mi voglio tuffare in quel vestito soffice che amo tanto, sentire la dolcezza di calze che accarezzano la mia pelle, spazzolare i capelli tirandoli a seta. Voglio sentire il tuo sguardo pieno di desiderio, pieno di amore posarsi su di me mentre scivolo dentro le scarpe tacco dodici maliziosamente, e allungo la gamba per ammirare la curvatura perfetta delle mie caviglie. Ti soffermi sul mio collo nudo. Devo coprire rumori di questa città infame, di questo mondo maldestro, di questa città malvagia, chiuderla fuori di noi e lasciarmi solo ammirare da te. Non avvicinarti, non toccarmi, non dire nulla, non ancora. Non sono pronta. Almeno stasera no. Devi usare solo i quattro dei tuoi cinque sensi per sentirmi. Lampione fuori sulla strada poco trafficata, butta i strani bagliori sul letto, gioca con le mie labbra, avvolge i miei capelli in una schiuma di notte nera. So quello che stai pensando, so quello che stai provando. Conosco bene quel sipario sottile di fuoco che divampa nel tuo corpo. Voglio coprire il sole con i tuoi occhi, nascondere il mio silenzio in quel dolce incavo che solo tu conosci. Ma rimango immobile e lascio che continui ammirarmi. Mi dicesti solo questo: Occhi belli, occhi di gatto.

sabato 18 luglio 2009

Angry Again

Guerriera posò la sua spada, lentamente. Si girò per ultima volta verso di te. Lo sguardo fisso, determinata a non dire nulla. Guardava con gli occhi, il passaggio di quella bestia fiammante rossa, ascoltava con gli occhi il rumore che si allontanava. Poteva sentirlo anche quando nessuna altra persona al mondo lo sentiva. Era rimasto dentro di lei quel rumore, quel sguardo, quella scia. Rimase così, gli occhi che non vedevano più, i piedi pieni di piombo affondati nella terra di cui non sentiva più il calore estivo, il pensiero che continuava seguirti, anche quando calò la notte. Immobile, paziente, e senza parole.
Le stelle erano di colore di seta lucente. Era come se tutto l’universo si fosse svuotato. Era viva si, la guerriera, ma desiderava morire. Suo corpo non apprezzava più ne freddo, ne caldo, ne fame, ne la sete. Lei camminava tra le ombre. Lei camminava su filo di rasoio, su quel sottile confine della follia giocosa.

sabato 13 giugno 2009

Signal Acquired



Take this journey into the Void of Space.

lunedì 8 giugno 2009

Deviant Addiction



Ho fatto questo video cercando di tradurre in immagini l'emozioni che mi suscita questa musica. E' stato un compito arduo perché non sempre è facile vedere le proprie sensazioni. O più semplicemente palpare quello che uno ha dentro e che avvolte rimane nascosto dietro una nebbia fitta. Non so se ci sono riuscita ma spero che possa piacervi.

"Deviant Addiction" play. It is just for you... This is all that remains, this is all what I need tonight...

Sharp as a Razorblade

Mi manca l'incisività, quella che buca i tuoi occhi, trafigge il tuo corpo, lurido, straziato, martoriato dalla fame e dalla sete, cafone, e quell’essere vigliacco che c’è in te, nelle tue parole perse al vento, perse nello specchio, nei frantumi della citta’ sommersa dai vestiti, le gonne strappate senza senso. Mi manca l'incisività di una parola, solo una parola scritta a sangue, con unghie sul vetro della tua anima, le schegge che arrivano fino a me come ecco futuristico, dalla tenebre, si innalzano in volo, gli falchi e le aquile, sprofondano precipitosamente, le prede e i predatori. Mi manca l’incisività di quella parola che vorrebbe ma non può, che fatica salire, che si libera nel volo, fino al tramonto, per tutta la notte che segue, aspetta l’alba che non arriva. Aspetta un cavaliere, o un boia, aspetta liberazione dalle catene, sente le ossa che si spezzano e lacerano il mio volto nel mille dolori. Le mani oramai mute stanno ferme a pregare in una lingua che non ho mai sentito, che non ho mai conosciuto, che persino non ho mai capito. Vado e torno, torno e vado, parole, vertigine, vertici di questa piramide che si scagliano contro di me. Quanta impotenza, quanta miseria, quanta poca speranza e quanto ridere. Non mi curo del futuro, credo di essere nel presente, mi inchino al passato. Cammino leggera sui pezzettini dei vetri rotti, incurante del dolore, del sangue che scintilla copiosamente, dei visi sconcertati degli ultimi passanti in questa città grigia, questa città senza nome, o con tanti nomi, ma che non è la mia città, la città che non ho mai sentita come la mia.
Chi è colei, con questo sguardo folle? Chi è colei con questo occhio chiaro, impastato dal sonno?
Chi è colei che si è dimenticata di vestirsi uscendo da casa?

giovedì 14 maggio 2009

Cry Without Tears

Ultimamente ho come l'impressione che attorno a me esiste una specie di maledizione che mi impedisce ogni volta di raggiungere ciò che desidero. Le cose che tocco, le persone che mi sfiorano finiscano presto a sgretolarsi nella mera polvere. Vorrei tornare dove tutto ebbe un inizio e dove tutto avesse un senso, un senso preciso, ma la strada è lunga e lastricata di indicibili sofferenze. Forse non c'è nemmeno la felicità per i guerrieri della luce, forse è loro destino rimanere nella solitudine dei loro silenzi. Mandati su questa terra per cercare di migliorarla ma pagando il prezzo con la propria felicità. Quante persone abbiano mai visto il mio animo, o perlomeno avessero capito ciò che ero. O meglio ciò che sono. Credo pochi, e credo nemmeno tu sia riuscito ad accompagnarmi per più di qualche passo. Dove è che è andato tutto storto? Dove è che che si sia superato il limite e allontanamento? Dove cazzo ho sbagliato io? Stasera le parole si stanno spezzando dentro di me, e i ricordi tornano a bruciarmi l'animo a fuoco. No, no non sono queste le lacrime maledette, è quel dannato fumo che si arrampica per le mie narici e impedisce al sorriso di trasformare la maschera di ghiaccio che sta diventando. Tu ed io, le due anime in pena anche se le pene siano diverse. Inizio a sentire la stanchezza, il freddo e la voglia di andarmene via da qui, scappare più lontano possibile, ma so che non è possibile scappare da se stessi. La nostra ombra ci è compagna fedele, la nostra rabbia pure. Stasera mi ci siedo con lei e la guarderò negli occhi, ma senza parlarle. Tanto oramai c'è poco da dire tra noi due, ci si conosce fin troppo bene. Forse è l'unica persona che mi è stata fedele tutto questo tempo. In questa o in un altra vita ci rivedremo ancora... Devo ritrovare ciò che ho perso, ma forse non sei tu. Devo ritrovare me stessa. E' l'unica cosa che conti adesso. Non so ne quando ne come ma dalle ceneri rinascerò, e impedirò a costo della mia vita a farmi fare del male un altra volta. La mia via era già segnata dal momento che mi abbiano nominato. Si tratta solo di accettarlo e basta. Addio a te amore mio. Che tu possa avverare i tuoi sogni. E' ciò che desidero per te.